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Università Napoli Federico II - Dip. Med. Vet. Prod. Anim.
Ente di ricerca

Il Dipartimento di Veterinaria dell'Università Federico II di Napoli ha svolto , e svolge ,quotidianamente attività di ricerca nel campo dell'alimentazione animale,delle forme di allevamento e del benessere animale a titolo esemplificativo si elencano sinteticamente i seguenti cinque progetti:
1. Miglioramento quanti-qualitativo delle produzioni bovine ed ovicaprine negli allevamenti semibradi dell'Appennino Dauno, Irpino e Lucano. (POM 1998)
2. Produzioni vegetali agro-sostenibili, innovazione dei sistemi di allevamento e dei piani di alimentazione nelle aziende bufaline per migliorarne lo stato sanitario, il ritmo riproduttivo e le qualità organolettiche dei prodotti (FISR 2001);
3. Produzione del latte di capra fresco pastorizzato ai fini dell'utilizzo in bambini con allergie alle proteine del latte vaccino: studio delle caratteristiche igienico-sanitarie e chimico-nutrizionali (PRIN 2002);
4. Impiego innovativo del gas test per la valutazione delle cinetiche di fermentazione di alimenti e diete per ruminanti (PRIN 2003);
5. Influenza del rapporto foraggi:concentrati della dieta per bufale in lattazione sul benessere animale e la microbiologia ambientale (MIPAF 2007-2009).

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Agricaretti Azienda agricola
Partner

Azienda agricola e agriturismo Caretti, presente nella provincia di Benevento, con un secolo e mezzo di storia è principalmente una azienda zootecnica che offre ristorazione e ospitalità. La costante attenzione al benessere animale ha portato l'allevamento bovino alla certificazione di filiera IGP del vitellone bianco Marchigiano. L'allevamento conta centoventi capi all'anno in stabulazione libera semi brada ,l'azienda si estende in cinquantotto ettari coltivati a seminativi per l'alimentazione animale e ortaggi .All'interno della tenuta troviamo uno spaccio aziendale ,un laboratorio di sezionamento e una macelleria aziendale oltre al complesso sistema di ricezione agrituristico con ristorazione, camere da letto, piscina, percorsi didattici ,fattoria didattica. Dal punto di vista energetico l'azienda è dotata di un impianto fotovoltaico. Il rispetto per l'ambiente e l'attenzione alle tradizioni colturali oltre ad un crescente e continuo interesse per l'innovazione e la ricerca, hanno spinto l'azienda ad entrare nel team di progetto e a mettere disposizione il proprio allevamento per sperimentare un alimentazione animale carica di esternalità positive per la salute dei consumatori.

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Giorgio Vicario
Partner

L'Azienda Agricola Vicario Giorgio coltiva circa trenta ettari a seminativi e leguminose da granella di cui 9 a pascolo per l'alimentazione del bestiame, che mediamente consiste in 60 capi annui. Tutti i capi sono di razza Marchigiana è iscritti all'albero genealogico del Vitellone Bianco dell'appennino centrale (IGP). La stabulazione è di tipo semibrado .Infatti, i vitelli nel periodo Aprile- Ottobre vengono tenuti liberi al pascolo mentre nel periodo invernale sono allevati in stalla. L'azienda è molto apprezzata per la sua capacità di effettuare il miglioramento genetico della specie marchigiana utilizzando sia la monta naturale che l'inseminazione artificiale, presentando i suoi capi di bestiame ha vinto diversi premi in varie competizioni e mostre. L'azienda Vicario è molto sensibile alla nutrizione degli animali e al loro benessere e per questo motivo ha accolto con entusiasmo l'idea di far parte del team di progetto mettendo a disposizione la sua esperienza di allevatore e le sue competenze zootecniche. Il suo ruolo nel progetto sarà quello di mettere a disposizione gli animali presenti in azienda per effettuare la sperimentazione, seguendo le indicazioni del responsabile scientifico e aiutando il team nella gestione del progetto.

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Giovanni Belperio
Partner

L'azienda coltiva circa trenta ettari di terreno a seminativi e leguminose da granella che viene utilizzato per l'alimentazione del bestiame. L' allevamento conta mediamente 85 capi tutti iscritti all'albero genealogico del Vitellone Bianco dell'appennino centrale (IGP). L'Indicazione Geografica Protetta, "Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale" è, ad oggi, l'unico marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dalla Comunità Europea per l'Italia. I vitelloni certificati con tale marchio sono soggetti nati e allevati nelle aziende sottoposte ai controlli per le verifiche del rispetto del disciplinare di produzione e rientranti nell'area tipica e venduti nei punti vendita autorizzati. L'azienda oltre ad essere leader nazionale nel settore è stata vincitrice di svariati premi in diverse mostre è anche azienda iscritta all'A.N.A.B.I.C. per il miglioramento genetico della specie marchigiana con la particolarità di riproduzione con la monta dei tori, con metodo naturale. Giovanni Belperio è Presidente della cooperativa San Giorgi Carni che conta più di cento soci allevatori di razza Marchigiana, a loro volta premiati come gruppo di allevamento. L'azienda ha accolto con entusiasmo l'idea di far parte del team di progetto per sperimentare una alimentazione che integri la dieta degli animali con produzioni locali senza acquisti esterni di mangimi, ed integratori alimentari; metterà a disposizione gli animali presenti in azienda per effettuare la sperimentazione.

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Risultati attesi

Gli obiettivi prevedono la compilazione di una serie di report in grado di verificare lo sviluppo degli indicatori utili all’incremento della qualità delle carni prodotte, alla trasformazione delle pratiche agricole in un ottica di sostenibilità e risparmio.

Il lavoro si svolgerà in un unico wp, valutando in questa fase solo la fattibilità produttiva ed economica della proposta in termini di:

  1. riduzione dei costi di produzione;
  2. miglioramento della fertilità dei terreni con riduzione di impieghi di fitosanitari e fitofarmaci;
  3. miglioramento del benessere animale;
  4. miglioramento della qualità dietetico – nutrizionale delle carni;
  5. riduzione dell’impatto ambientale delle attività zootecniche;
  6. sensibilizzazione degli allevatori alla problematica.

Metodologie e mezzi tecnici impiegati

Attraverso l’utilizzo di banche dati di letteratura scientifica verranno effettuate ricerche finalizzate alla produzione dei report.
Saranno coinvolte le imprese partner per verificare a fattibilità produttiva ed economica con particolare riguardo alle aziende del territorio, sviluppando con esse un’analisi:

  1. delle condizioni di produzione delle granelle;
  2. di verifica dei costi di sostituzione alimentare;
  3. di studio delle attuali caratteristiche dietetiche nutrizionali delle carni per compararle con i risultati del progetto;
  4. di riduzione dell’impatto ambientale delle attività zootecniche.

I risultati ottenuti saranno divulgati attraverso il sito web dedicato marchileg.it

Indicatori

I report saranno focalizzati su:

  • verifica dei costi;
  • grado di disponibilità alla proposta da parte degli allevatori;
  • analisi sulla riduzione dell’impatto ambientale delle attività zootecniche
  • creazione del sito web dedicato marchileg.it

Tempistica delle attività programmate, presenza di obiettivi intermedi, possibili insuccessi ed azioni di risoluzione

Le attività saranno svolte in 6 mesi con un unico wp e non si prevedono obiettivi intermedi.

La diffusione di tale alimentazione già sperimentata su altri tipi di animali ci induce a ritenere che la possibilità di insuccesso sia praticamente nulla.

L’unica difficoltà potrebbe rilevarsi da una mancata accettazione degli allevatori dovuta a resistenze culturali che saranno superate dalla attività di sensibilizzazione svolta durante il progetto

Stima delle aziende campane potenzialmente interessate

La scelta di effettuare un’indagine nel comparto della carne e più nel dettaglio sulla produzione di bovini di razza Marchigiana – Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale con marchio IGP è motivata dal fatto che tale allevamento in provincia di Benevento risulta essere la prima in Italia per numero di aziende e seconda, dopo Macerata, per consistenza di capi. Tali aziende, nel volgere degli ultimi anni hanno provveduto a realizzare ammodernamenti strutturali, introducendo innovazioni tecnologiche e produttive. Le aziende interessate a questo tipo di allevamento sono circa 534 in Campania di cui in provincia di Benevento 440, con una consistenza di capi di 9.267 (dati ARAC, 2010).

Attualmente la maggiore concentrazione della produzione zootecnica della Provincia di Benevento, e soprattutto di allevamenti di Marchigiane con marchio IGP, è localizzata nel Fortore: di qui la scelta di focalizzare la proposta innovativa in questa zona.

L’idea progettuale, nella prima fase, coinvolgerà la quasi totalità delle oltre 100 aziende aderenti alla cooperativa San Giorgio Carni di San Giorgio la Molara.

Livello di trasferibilità dell’innovazione con particolare evidenza del rapporto costo/beneficio

Una volta ottimizzato il modello produttivo, esso sarà facilmente trasferibile attraverso la condivisione degli allevatori che verificheranno la bontà della proposta progettuale, in termini sia di riduzione dei costi sia di qualità della produzione, sia di riduzione dell’uso di input chimici.

Ne deriverà un sostanziale aumento della redditività della produzione che consentirà agli allevatori di avere una collocazione di mercato vantaggiosa rispetto ai loro competitors.

Indicatori sul perseguimento degli obiettivi trasversali ambiente e clima

La proposta considera gli impatti ambientali del caso esaminato nei confronti della salute umana, della qualità dell’ecosistema e della riduzione dell’impatto dovuto alla riduzione di fitofarmaci e fitosanitari, considerando inoltre gli impatti di carattere economico e sociale.

Gli obiettivi del progetto sono quelli di definire un quadro completo di una innovazione di processo in grado di avere impatti positivi sull’ambiente, contribuendo a comprendere le conseguenze ambientali e a dare ai policy makers gli elementi normativi e le informazioni per orientare i comportamenti degli allevatori per ottenere miglioramenti ambientali desiderati. Inoltre permette agli operatori aziendale di modificare i loro cicli di produzione al fine di ridurre l’impronta ambientale.